Il portale al servizio di tutti gli Enti e gli Operatori addetti alle notifiche

Banche dati

In questa sezione trovi notizie e approfondimenti in ambito legale e giuridico. Legislazioni regionali e nazionali, informazioni sui diversi codici e sugli strumenti giuridici, dossier su questioni legali e che riguardano la giurisprudenza dirette ai Messi Comunali e a tutti gli Agenti Notificatori.

IL SISTEMA DELLE FONTI NORMATIVE

Le fonti normative dell’ordinamento giuridico repubblicano: categorie e criteri di identificazione.

Le fonti-atto: sono atti giuridici cui l’ordinamento attribuisce l’idoneità a produrre norme giuridiche

le fonti-fatto: sono comportamenti o fatti cui l’ordinamento attribuisce l’idoneità a produrre norme giuridiche

Le fonti di produzione: atti o fatti cui l’ordinamento riconosce l’idoneità a produrre norme attraverso un organo preposto a farlo

Le fonti di cognizione: atti formali pubblicati in forma ufficiale

Le fonti meramente notiziari: raccolte di testi normativi privati o della pubblica amministrazione

La fonte sulla produzione per eccellenza è la Costituzione.

I requisiti che le fonti devono possedere sono:

la generalità: la norma giuridica è destinata a tutti i soggetti

l’astrattezza: la norma è impersonale e quindi sempre valida in tutti i rapporti

la capacità innovativa: la norma deve avere un contenuto precettivo

La pubblicazione delle fonti normative.

La pubblicazione legale costituisce l’ultima fase del procedimento di produzione normativa ed è finalizzata alla:

  • conoscibilità del testo
  • data da cui dipende l’efficacia della fonte

Il sistema delle fonti e la rilevanza della funzione interpretativa.

Per le fonti atto bisogna distinguere tra:

disposizioni: elemento testuale

norme: regola che si trae dalla interpretazione dal testo

Per quanto attiene all’interpretazione del testo bisogna tener conto di alcuni criteri interpretativi:

logica: conoscere lo scopo della norma

letteraria: conoscere il significato delle parole del testo

autentica del legislatore: conoscere l’intenzione del legislatore

logico-sistematica: conoscere il contenuto del significato che assume nel settore normativo (ratio legis) o in relazione ai principi generali dell’ordinamento giuridico (ratio iuris)

Per colmare le lacune interne all’ordinamento giuridico si applica l’interpretazione analogica:

analogia legis: disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe

analogia iuris: si interpreta secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico

La successione delle fonti nel tempo.

Quando esiste conflitto fra più fonti (antinomia) dotate di stessa forza giuridica, ma adottate in tempi diversi, il contrasto viene risolto con l’abrogazione della norma precedente. L’articolo 15 delle disposizioni sulla legge prevede tre tipi di abrogazioni:

abrogazione espressa: se la norma successiva prevede l’abrogazione della norma precedente

abrogazione tacita: se la norma successiva contiene disposizioni incompatibili con la norma precedente

abrogazione implicita: se la norma successiva consente una modifica della disciplina di un intero settore tanto da ritenere la norma precedente superata.

La gerarchia delle fonti.

Quando esiste antinomie che si producono fra norme di grado diverso, il contrasto si risolve non con l’abrogazione ma in termini di illegittimità della fonte di grado inferiore contrastante con quella superiore.

Il principio di costituzionalità: impone che le disposizioni della norma primaria non sia in contrasto con la Costituzione (le disposizioni delle norme primarie possono sussistere in mancanza di disposizioni costituzionali).

Il principio di legalità: impone che le regole secondarie presuppongono l’esistenza di norme primarie

L’illegittimità costituzionale della legge è competenza della Corte Costituzionale

L’illegittimità delle fonti secondarie (in contrasto con le norme primarie o costituzionali) è competenza degli organi cui spetta giudicare la legittimità degli atti amministrativi.

Rari sono i procedimenti, previsti da norme di fonti superiori, di:

procedimenti di decostituzionalizzazione: norma primaria che si sostituisce alla norma costituzionale

procedimenti di delegiferazione: norma secondaria che si sostituisce alla norma primaria

Meno raro è il caso delle norme primarie che possono derogare alla Costituzione come nei confronti delle fonti comunitarie.

L’applicazione del criterio di competenza.

Il principio di competenza attiene al riparto del potere normativo con altri organi rispetto a quello titolare (regolamenti parlamentari, leggi regionali, ecc.).

In caso di antinomie fra fonti che sono state ripartite con il principio di competenza, allora, se l’illegittimità riguarda le fonti costituzionali e le fonti primarie se ne occupa la Corte Costituzionale, mentre se ne occupa il giudice ordinario o amministrativo se riguarda le fonti secondarie.

Le fonti di livello costituzionale

Al primo gradino si colloca la Costituzione, in quanto norma fondamentale dell’intero ordinamento.

La Costituzione è dotata di una forza di massima resistenza al cambiamento, in quanto può subire modifiche solo con una procedura aggravata ed entro certi limiti fissati dalla stessa. Questa rigidità è valida anche per le disposizioni costituzionali che devono essere assunte (come la prima parte che riguarda i diritti e i doveri  dei cittadini e la seconda parte che riguarda l’ordinamento della Repubblica) come parametri della legittimità delle leggi ordinarie.

Fra le fonti operanti a livello costituzionale, oltre la Costituzione, si collocano:

  • le leggi di revisione e di interpretazioni della Costituzione
  • le leggi costituzionali alle quali è riservata la disciplina di certe materie

Queste leggi sono approvate secondo la procedura dell’articolo 138[1] della Cost. e presentano dei limiti: le prime incontrano i limiti che circoscrivono la propria capacità innovativa e le seconde incontrano i limiti che impongono una competenza speciale di determinate materie. Tra le leggi costituzionali sono da considerare le leggi costituzionali rinforzate[2] (ulteriore gravame rispetto alla procedura dell’articolo 138 della Cost.).

Altre fonti di livello costituzionale sono le norme internazionali generalmente riconosciute.

Inoltre, solo nel senso formale e non sostanziale, è considerata legge costituzionale la eventuale richiesta di modifica unilaterale dei patti lateranensi.

Le fonti primarie

Dopo la Costituzione e le leggi costituzionali si pongono nella scala gerarchica le fonti primarie.

La legge formale: la principale fonte è la legge formale che ha la capacità di abrogare e modificare atti normativi precedenti (sia legislativi che regolamentari), e di resistere ad atti normativi ad essa subordinati. Questa caratteristica si chiama forza di legge.

La legge presenta dei limiti formali:

  • la legge ordinaria non può avere luce in violazione della Costituzione
  • la legge ordinaria rinforzata deve sottostare a determinate regole procedimentali come per esempio la legge che può disporre il distacco di una Provincia o di un Comune da una Regione all’atra[3]
  • la legge dotata di una particolare forza di resistenza all’abrogazione[4]

La legge presenta dei limiti sostanziali:

  • la legge non può violare i principi sostanziali posti dalla Costituzione[5]
  • la legge meramente formale, cioè che riveste una forma legislativa per un contenuto normativo non pienamente disponibile per il Parlamento[6]
  • la riserva di legge che il costituente ha previsto per alcune materie[7] e che possiamo distinguere in:

riserva di legge assoluta: la riserva impone di disciplinare la materia in modo compiuto

riserva di legge relativa: la riserva impone di definire solo i principali elementi della normativa in questione

riserva di legge rinforzata: la riserva imposta dal costituente prevede anche il contenuto di massima

  • il limite che deriva dal principio di irretroattività della legge stessa

Oltre alla legge, sono fonti primarie statali gli atti aventi forza di legge:

i decreti legislativi: sono collocati allo stesso livello gerarchico della legge, tuttavia presentano ulteriori limiti definiti dall’articolo 76 della Costituzione: essendo decreti delegati devono rispettare i limiti formali in riferimento ai principi e criteri direttivi, al tempo limitato, agli oggetti definiti.

Le deleghe legislative che il Parlamento accorda al Governo sono:

deleghe legislative tipiche: formazione di testi unici, cioè leggi che riescono a coordinare la normativa precedente

deleghe legislative atipiche: le norme di attuazione degli statuti speciali, gli atti di esercizio dei poteri necessari conferiti in tempo di guerra

Inoltre, è prassi del Governo adottare decreti correttivi su argomenti oggetto di decreti legislativi.

i testi unici: riguardano le deleghe ordinarie (tipiche) finalizzate alla formazione di testi unici fra leggi preesistenti. Si tratta di fonti normative che riescono a coordinare, in testi organici e completi, la normativa precedentemente contenuta disorganicamente in più fonti primarie.

i decreti legge: i limiti che incontrano i decreti leggi sono limiti sostanziali (a contrario dei decreti legislativi che incontrano limiti formali). Intanto, producono effetti per 60 giorni (il tempo necessario per la loro conversione in legge) per cui o sono destinati a diventare legge o a decadere per la mancata conversione.

Altre fonti primarie sono:

i referendum abrogativi: il decreto del Presidente della Repubblica che dichiara l’avvenuta abrogazione di una legge va riconosciuto come fonte primaria

i contratti collettivi di lavoro con efficacia erga omnes: solo se venisse applicato l’articolo 39 della Costituzione

le fonti comunitarie: sono ritenute fonti primarie e quindi incidono nel nostro ordinamento senza alcun tipo di recepimento da parte del legislatore nazionale, se rispettano due condizioni:

  1. gli atti normativi comunitari siano legittimi dal punto di vista comunitario (cioè riguardano settori di competenza comunitaria)
  2. gli atti comunitari siano conformi ai principi supremi dell’ordinamento costituzionale nazionale

le norme internazionali: le norme internazionalmente riconosciute posso collocarsi in base al loro contenuto sia a livello di norma costituzionale, sia a livello di fonte primaria (norme pattizie in vigore con legge di esecuzione del legislatore).

Altre fonti primarie a competenza riservata sono:

i regolamenti degli organi costituzionali: sono i regolamenti interni delle due Camere del Parlamento, della Corte Costituzionale, della Presidenza della Repubblica, del Consiglio dei Ministri

le leggi regionali: compresi tra queste anche le fonti legislative delle Province autonome di Trento e Bolzano

FONTI PRIMARIE
COMPETENZA TIPOLOGIA
Generale Legge formaleDecreti legislativiDecreti leggeTesti uniciI referendum abrogativiLe fonti comunitarie

Le norme internazionali

I CCNL con efficacia erga omnes

Determinata e riservata Regolamenti degli organi costituzionali
Riservata Leggi regionali

Le fonti secondarie

Le fonti di livello costituzionale e primario sono solo quelle previste dalla Costituzione (a numero chiuso – ciò significa che non sono suscettibili di integrazione da parte del legislatore ordinario), mentre per le fonti secondarie non può dirsi la stessa cosa.

I regolamenti del Governo:

si collocano al di sotto delle leggi primarie ed assumono la veste formale di decreti del Presidente della Repubblica. I giudici sono tenuti a disaplicarli in caso fossero non conformi alla legge.

In base ai principi di legalità formale (fondamento espresso in un atto legislativo) ed ai principi di legalità sostanziale (rispettare i criteri dettati dal legislatore nell’attribuzione del potere regolamentare) i regolamenti del Governo si distinguono in:

  • regolamenti del Governo esecutivi (ritenuti incostituzionali perché privi del necessario fondamento normativo)
  • regolamenti del Governo di attuazione-integrazione (di accordi internazionali)
  • regolamenti del Governo indipendenti
  • regolamenti del Governo delegati (autorizzati a derogare a disposizioni legislative)
  • regolamenti del Governo ministeriali (disciplinano l’organizzazione ed il funzionamento dell’amministrazione dello Stato)

I regolamenti regionali:

sono fonti secondarie insieme ai referendum abrogativi sia regionali, che provinciali e comunali.

Le fonti e le situazioni di necessità

L’ordinamento giuridico si fa carico di possibili situazioni di assoluta necessità con la decretazione di urgenza e con i poteri normativi in caso di guerra. Inoltre, esistono altre forme di intervento in situazioni di urgenza, e sono:

  • i bandi militari: abrogati dalla legge 6/2002
  • le ordinanze di necessità: sono ordinanze emanate in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica e comunque di grave pericolo per l’incolumità dei cittadini. Sono atti ad efficacia temporanea dovuti ad eventi non previsti (rivoluzione, terremoti, ecc.)

Le fonti di natura consuetudinaria

Le fonti di natura consuetudinaria rientrano fra quelle chiamate fonti fatto. Per consuetudine si intende una norma di comportamento non scritta, di rilevanza collettiva, rispettata in quanto ritenuta giusta o necessaria.

Le fonti di natura consuetudinaria per eccellenza sono gli usi, e si distinguono in:

  • usi secundum legem: completano la disciplina scritta
  • usi paeter legem: disciplinano situazioni non previste dalla legge scritta
  • usi contra legem: contrastano con la legge scritta

Le consuetudini a livello costituzionale si usano per esempio quando si fa ricorso alle consultazioni che precedono la soluzione delle crisi di governo. Naturalmente non vanno confuse le consuetudini costituzionali con le norme di correttezza istituzionale come nel caso delle dimissioni del Governo in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica. Anche le convenzioni costituzionali non vanno confuse con le consuetudini, in quanto sono regole di comportamento relative al funzionamento delle istituzioni pubbliche (si pensi alla prassi di consultare, durante la formazione del governo, soggetti estranei all’attività politico-parlamentare).

Le fonti derivanti dal rapporto con altri ordinamenti

Per quanto attiene al rapporto con altri ordinamenti è venuta meno la netta separazione fra ordinamento statale ed altri ordinamenti per due motivi:

  1. l’adattamento automatico alle norme internazionali
  2. l’automatismo delle fonti comunitarie in vigore nel nostro ordinamento

Le leggi di esecuzione dei trattati internazionali intervengono sia in:

via ordinaria: adozione di un atto normativo per dare attuazione all’accordo

ordine di esecuzione: contenuto in un atto normativo idoneo all’attuazione dell’accordo.

Nel caso che nella fonte statale ci si riferisce ad altra fonte allora abbiamo:

il rinvio recettizio (se si riferisce alla fonte di diritto internazionale)

il rinvio formale o mobile (se si riferisce alla fonte di altri ordinamenti)


[1] art. 138. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

[2] Riguardano la fusione di Regioni o la creazione di altre Regioni che richiedono prima della procedura dell’art. 138 una apposita richiesta ed il referendum tra le popolazioni interessata.

[3] come per esempio la legge che può disporre il distacco di una Provincia o di un Comune da una Regione all’altra

[4] come per esempio le leggi di esecuzione dei trattati internazionali e quindi sottratte al referendum abrogativo

[5] per esempio non può presentare norme di discriminazioni per ragioni di sesso

[6] come per esempio la legge dell’approvazione preventiva del bilancio dello Stato

[7] come per esempio la disciplina di ciascuna Camera di adottare un proprio regolamento

Documentazione generale: File3

/* Cookies */