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Circolari A.N.N.A., Giurisprudenza

Nuova applicazione ex art. 140 c.p.c.

L’applicazione dell’art. 140 c.p.c. presuppone l’impossibilità di eseguire la consegna dell’atto ai sensi dei precedenti articoli del C.P.C..
Il termine irreperibilità viene utilizzato dalla norma con un significato diverso da quello dell’uso comune.
Nell’ipotesi di legge, infatti, deve intendersi come irreperibilità temporanea e non assoluta.
E’ il caso in cui il Messo Comunale non è in grado di consegnare copia a mani proprie del destinatario, pur avendo individuato il luogo della notificazione, perché quest’ultimo non è presente al momento dell’accesso.
L’assenza del destinatario presso l’abitazione del medesimo o presso l’ufficio o l’azienda, e l’impossibilità di effettuare la consegna alle persone individuate dall’art. 139 C.P.C., legittimano il ricorso alla forma di notifica in parola.
La notifica effettuata a norma dell’art. 140 C.P.C., si considera eseguita nel momento in cui il Messo Comunale ha compiuto tutte e tre le formalità prescritte: il deposito nella Casa Comunale, l’affissione dell’avviso del deposito alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda, la spedizione della raccomandata con avviso di ricevimento (Cass. n. 801 del 28.01.1987).
Modalità operative:
Il Messo Comunale redige la relata di notifica, sull’originale e sulla copia dell’atto, dichiarando:

  •   Le motivazioni per le quali non è stato possibile notificare al destinatario ai sensi dell’art. 138 c.p.c. né consegnare la copia a persona legittimata a ricevere ai sensi dell’art. 139 c.p.c.;
  •   Di depositare la copia dell’atto, in busta chiusa e sigillata, riportante il numero cronologico della notificazione, presso la Casa Comunale;
  •   Di aver affisso, in busta chiusa e sigillata, alla porta dell’abitazione, ufficio o azienda, l’avviso di deposito;
  •   Di inviare l’avviso di deposito con raccomandata A.R..

Nell’interpretazione letterale del disposto dell’art. 140 C.P.C. l’ordine delle formalità espletate dovrebbe essere rigorosamente rispettato. Ciò rende estremamente difficile poter applicare l’art. 140 C.P.C..
Nella prassi comune il deposito della copia presso la Casa Comunale avviene in un momento successivo a quello dell’accesso e dell’affissione dell’avviso alla porta dell’abitazione, ufficio o azienda. Tale prassi è di fatto accettata purché il deposito avvenga nello stesso giorno.
Onde evitare false dichiarazioni è bene che l’Agente Notificatore dia l’esatto rendiconto della successione delle operazioni svolte. Non dichiari cioè di aver depositato l’atto presso la Casa Comunale prima che ciò sia realmente avvenuto.
Circa il momento in cui la notifica deve considerarsi eseguita, si evidenzia che la giurisprudenza aveva affermato che il momento coincideva con quello della spedizione della raccomandata, con avviso di ricevimento, e non della data della sua ricezione da parte del destinatario. Tale orientamento è stato modificato dalla sentenza n. 3/2010 della Corte Costituzionale.
Con la spedizione della raccomandata, con avviso di ricevimento, l’atto si considerava portato a legale conoscenza del destinatario (Cass. 4.6.1985 n. 3317). Anzi era stato precisato che la notifica si considerava perfezionata anche indipendentemente dall’effettiva consegna della raccomandata con A.R. al destinatario (Cass. 5.6.1987 n. 4914).
Sul punto, però, è intervenuta nel 2005 la suprema Corte di Cassazione, a sezioni unite, rovesciando l’indirizzo interpretativo seguito fino ad allora: l’avviso di ricevimento deve essere allegato all’originale dell’atto notificato e la sua mancanza determina la nullità della notificazione.
Non bisogna confondere l’invio della raccomandata con A.R., prescritto dall’art. 140 C.P.C., con la notificazione a mezzo posta (L. 890 del 20.11.1982); trattasi di norme diverse.
La Corte Costituzionale con la sentenza sopra menzionata ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., nella parte in cui prevede che la notifica si perfeziona, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa (prevista da detto articolo), anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione.
Pertanto, si ribadisce il concetto ormai giurisprudenzialmente consolidato che individua due diversi momenti di perfezionamento della notifica per il Richiedente e per il Destinatario.
Per il Richiedente , ai fini prescrizionali, la notifica si ha per perfezionata, con effetto provvisorio, dalla data di spedizione della raccomandata con avviso di ricevimento (o comunque dall’esecuzione delle tre formalità previste dall’art. 140 c.p.c.).
Per il Destinatario la notifica si considera perfezionata dal momento di ricezione della raccomandata con avviso di ricevimento o comunque se non ritirata, decorsi 10 giorni dalla spedizione della stessa. Nell’ipotesi di ritiro oltre il decimo giorno, la notifica si considererà comunque avvenuta decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata A.R..
Per quanto attiene la situazione relativa al rifiuto di ricevere l’atto da parte di persona legittimata, è obbligo del Messo Comunale riportare nella relata di notifica l’identità e la qualifica dichiarata della persona che si rifiuta di ricevere. Nel caso di rifiuto di fornire generalità e qualifica, il Messo Comunale non è in grado di stabilire se è di fronte a persona legittimata a ricevere; pertanto, deve farne menzione nella relazione di notifica e procedere ai sensi dell’art. 140 c.p.c..
Il deposito dell’atto presso la Casa Comunale e l’affissione dell’avviso alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, devono avvenire in busta chiusa e sigillata ai sensi dell’art. 137, 4° comma C.P.C..
Si ricorda, infine, che l’avviso di deposito di cui parla la norma deve essere predisposto in conformità a quanto previsto dall’art. 48 delle disposizioni attuative del Codice di Procedura Civile, cioè deve contenere:
1) Il nome della persona che ha chiesto la notificazione e del destinatario;
2) L’indicazione della natura dell’atto notificato;
3) L’indicazione del giudice che ha pronunciato il provvedimento notificato o davanti al quale si deve comparire con la data o il termine di comparizione;
4) La data e la firma dell’ufficiale giudiziario.

Hanno detto …

Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro u tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare. (Hermann Hesse)
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